Agata Reale: da “Amici” alla malattia, dallo stop alla danza alla rinascita

Agata Reale: da “Amici” alla malattia, dallo stop alla danza alla rinascita

Agata Reale: da “Amici” alla malattia, dallo stop alla danza alla rinascita.

Una ragazza semplice, alla mano, disponibile. È apparsa subito così Agata Reale. L’ex ballerina di Catania che nel 2007 ha partecipato al programma Mediaset di Maria De Filippi, “Amici”.

Un volto conosciuto nella città etnea dove Agata ha aperto la scuola “Amici in scena”. Ma non solo. Una donna che ha girato l’Italia e il mondo prima e dopo un programma televisivo che le ha cambiato la vita.

Agata Reale: da “Amici” alla malattia, dallo stop alla danza alla rinascita

Agata che della sua danza ha fatto una missione e una battaglia per combattere i pregiudizi di un’insegnante, Alessandra Celentano, che tanto la criticava. Agata che ha dovuto abbandonare quell’amata danza per colpa di alcuni problemi di salute. E ancora, Agata che dopo un periodo di forte sconforto ha ripreso in mano la sua vita, dedicandosi al canto e aprendo la sua struttura a Lineri, Misterbianco, “Amici in scena”. Agata, una moglie e una mamma, che si è ritrovata davanti ad un grandissimo e sconfortante ostacolo: la leucemia.

Ho il piacere e l’onore di riportarvi la bellissima, toccante ed intensa intervista con Agata Reale.

(Leggi anche gli altri EDITORIALI).

Agata partiamo dall’inizio. Quando hai cominciato a studiare danza?

«Ho iniziato a 4 anni con ginnastica ritmica. Mia madre mi racconta che non volevo andare perché mi facevano fare le spaccate e mi faceva male tutto. Ma nella danza prevalentemente vengono fatte spaccate! Poi a 5 anni mi ha iscritto in una scuola di danza di Misterbianco. La danza è una passione durata tanto tempo. Ho iniziato a 10 anni a vincere concorsi e borse di studio. Poi a 15 anni è arrivata un’importante borsa di studio. E a quell’età ho dovuto prendere la decisione importante di lasciare la Sicilia. Sono stata a Firenze in una scuola molto importante per fare un corso professionale. E poi ho iniziato a lavorare per alcune compagnie a Roma. Fino a quando sono arrivata ad “Amici”».

Agata Reale: da “Amici” alla malattia, dallo stop alla danza alla rinascita

Nel 2007, hai partecipato dunque al programma di Canale 5, “Amici”. Ci racconti quell’esperienza?

«Avevo circa 20 anni. In quel periodo avevo fatto dei controlli e avevo un problema all’anca. Quindi ho dovuto interrompere il lavoro in teatro che mi impegnava tantissime ore. Per quasi un anno non ho danzato. Poi un giorno mia mamma mi ha detto di provare ad andare ad “Amici”. Ci sono andata per accontentare mia mamma! Ma ho passato tutti i casting. Non sono entrata tuttavia quell’anno, il 2006. Mi avevano chiamato per una sfida che poi è saltata. Allora io l’anno dopo mi sono ripresentata. Si ricordavano di me e infatti sono entrata».

Ricordiamo il tuo rapporto con la maestra Alessandra Celentano, che criticava il tuo “collo del piede”?

«Il primo casting l’ho fatto proprio con lei ed è stata lei a farmi passare. Le prime settimane avevamo infatti un rapporto bellissimo, diceva alle altre che ero molto preparata. Poi un giorno le ho detto io stessa che non avevo un collo del piede adatto ad una ballerina classica. E lei ha iniziato ad attaccarmi proprio su questo. Quindi mi sono sentita tradita da lei. Poi ha iniziato ad andare anche più sul personale. Io rispondevo, non mi stavo zitta e lei non se lo aspettava. Era una novità anche per la gente: il primo anno della diatriba con i professori.

Io ancora oggi non tollero i suoi modi. Su alcune cose può avere ragione, ma sbaglia i modi. Io tutt’ora parlo di lei infatti perché per me è una persona incoerente. Perché dice che la danza non è per tutti, però poi fa stage di formazione per tutti. E poi fa una sorta di bullismo piscologico ai ragazzini che sono dentro. Io ci sono passata e so cosa vuol dire».

Hai rapporti ancora con lei, o con qualcuno del programma, con Maria De Filippi o con i tuoi ex compagni?

«Il rapporto con lei è andato sempre peggio anche dopo. Quando ho fatto l’inviata per “Verissimo”, il programma condotto da Silvia Toffanin, dovevo intervistarla. Ma lei si è comportata davvero male perché si è presentata dopo due ore.  E addirittura ha detto che se avessi fatto io l’intervista lei non l’avrebbe fatta. Poi era stata contattata come giudice a “The Coach”, il programma di 7 Gold che conduco. Ma sapendo appunto che presentavo io ha rifiutato. Inoltre, agli eventi se ci sono io lei non partecipa.

Invece sento uno degli autori di “Amici”, Luca Zanforlin, una persona che adoro. Quando ha saputo della malattia ha chiamato Maria. E il team di Maria ha cercato subito illustri professori per capire meglio la mia malattia.

Maria invece non l’ho sentita direttamente, ma “si è fatta sentire”. È una cosa che non ho mai detto. Mi ha fatto una bella sorpresa… Per me lei è meravigliosa. È sempre stata una persona presente.

Infine, dei miei compagni durante la malattia si sono fatti sentire Tony, Karima e Manuel. Loro sono quelli più vicini. Poi sento qualcuno delle altre edizioni con cui ho lavorato. Gli altri spariti».

Agata Reale: da “Amici” alla malattia, dallo stop alla danza alla rinascita

Dopo l’esperienza di “Amici”, com’è proseguita la tua carriera?

«Per un anno ho fatto la tournee del musical di Maurizio Costanzo in tutta Italia. Poi ho fatto è arrivato appunto “Verissimo” e ringrazio Silvia Toffanin, perché mi ha fatto scoprire anche questa parte di me. E poi ho iniziato a condurre “The Coach”, programma che conduco dalla prima edizione e che condotto anche durante la malattia.

Nel frattempo ho fatto tanta formazione. Ma alla fine purtroppo ho dovuto abbandonare la danza per un altro problema di salute. In pratica svenivo sempre. E hanno scoperto che i cuscinetti della cervicale erano sfaldati. Non mi sono potuta operare perché sono allergica a molti farmaci e l’operazione era rischiosa per me. Quindi i medici mi hanno detto “se smetti di danzare potresti vivere tranquillamente”. Ho smesso nel 2011. Sono 10 anni adesso che non ballo. Ho preso questa decisione da sola. Non è stato facile. Ero sola a Milano, avevo costruito la mia vita su questo e mi sono detta: “e adesso cosa faccio???”.

C’è stato infatti un piccolo periodo di depressione. Dormivo tutto il giorno, così passava prima la giornata. È stato il mio cagnolino che è morto 2 mesi fa ad aiutarmi. Perché mi svegliava per uscire e per fare i bisogni. Grazie a lui uscivo anche solo per fare la passeggiata.

Ad un certo punto mi sono chiesta “cosa mi piace fare oltre la danza?”. Mi piaceva fare l’inviata e quindi ho fatto corsi di dizione. E mi piaceva cantare. Quindi sono andata in Svizzera e a Londra e ho iniziato a fare un percorso da Vocal Coach e mi sono appassionata molto.

Così ho aperto questa scuola: “Amici in scena”.

Poi ho conosciuto mio marito, ho lasciato il nord e sono tornata definitivamente a Catania. Ho iniziato con piccole ragazze facendo fare loro programmi come “Ti lascio una canzone”, “Io canto”, “The voice”, “Amici”, “X factor” e devo dire che sono riuscita ad avere piccole soddisfazioni. Essere l’insegnante ti fa sentire doppiamente soddisfatta».

Agata Reale: da “Amici” alla malattia, dallo stop alla danza alla rinascita

 

Agata, tu sei stata colpita dalla leucemia promielocitica acuta. La cosiddetta leucemia fulminante. Ci racconti cos’è successo?

«Era novembre 2019. Una settimana prima avevo avuto emorragia durante un ciclo. Ma non ci avevo fatto molto caso. Poi ho iniziato a sanguinare dalle gengive. Ho addirittura iniziato a trovare chiazze sul cuscino. Sono andata così dal dentista che mi ha detto di fare l’emocromo. Ma era tardi e il laboratorio era chiuso. Il giorno dopo stavo andando a fare le analisi ma mentre ero a casa sono svenuta. Mi sono letteralmente accartocciata al contrario. Me l’ha racconto mio marito che è rimasto scioccato nel vedere questa scena. Mi ha svegliata e ho iniziato a vomitare.

Siamo andati dunque all’ospedale Cannizzaro. Avevo il colorito verde. Mi spostato al Policlinico e lì ho incontrato un dottore che mi ha salvato la vita.

Se non lo avessi incontrato sono sicura che sarei morta come Michele Merlo, perché è la stessa identica malattia. La leucemia fulminante. Ho fatto l’ago aspirato. Ha analizzato lo stesso dottore e ha capito che era leucemia fulminante. L’ha presa in tempo. Nella sfortuna sono stata fortunata. Mi ha salvata. La leucemia fulminante è la più rischiosa in assoluto, ma i primi 15 giorni. Se si superano i primi 15 giorni, poi le cose vanno meglio. È infatti guaribile al 90%. Io cerco di non pensare al restante 10%.

Ogni giorno penso che mi sto godendo un giorno in più con mia figlia. Come la vivi è importante infatti. Io sono stata tanto tempo in ospedale. Ricordo ancora quando ho rasato i capelli, l’ho fatto io da sola. Con la malattia scopri tante cose. Io ad oggi non mi dimentico i pazienti. Compro regali per loro, per i medici. Cerco di dare assistenza. Sono la mascotte dell’ematologia!

Quando ero ricoverata inoltre mi mettevano sempre con i pazienti più depressi. Perché io ero sempre super-positiva.

Ricordo un particolare episodio che mi ha segnato profondamente. Durante il lockdown, aprile 2020, ero ricoverata. Sarei dovuta uscire ma avevo i valori molto bassi dopo l’ultima chemio.

Mi hanno messo in stanza un ragazzo. Una cosa strana, mettere una persona di sesso diverso. Ma non c’era posto. Era un ragazzo di 18 anni, spaventatissimo. I genitori non potevano entrare per il Covid. E io gli ho detto che doveva stare tranquillo, che non era una cosa grave, che doveva essere forte. E l’ho tranquillizzato. Ma invece dopo qualche mese lui è morto. E io mi sono sentita in colpa per averlo tranquillizzato. Invece i genitori mi hanno contattata per dirmi che grazie a me lui ha vissuto bene i suoi ultimi mesi di vita. È cosa che mi porto dentro».

Agata Reale: da “Amici” alla malattia, dallo stop alla danza alla rinascita

Agata, oggi come stai?

«Io non penso quasi mai alla malattia. Ci penso solo la sera quando vado a dormire. Sto facendo quello che facevo prima. Faccio tutto. Anche se mi rendo conto che non è uguale perché le forze non sono uguali. Vomito sempre. Ogni sera dico “speriamo che domani mattina mi sveglio” e dormo con mia figlia attaccata.

Mia figlia è stata il motore della mia forza. Voglio continuare a crescere mia figlia.

Certo, sto con l’ansia di una persona che per 5 anni ogni 3 mesi deve fare l’ago aspirato. Non è il dolore fisico. Ma sono i 15 giorni di attesa del risultato il problema. Adesso l’ho fatto una settimana e sto aspettando…

Ma sono fortunata perché ci sono. Ho visto morire 6 compagni di stanza. Sono rimasta solo io e un’altra persona. Mi sono resa conto che è inutile sentirsi malati quando si è malati. Non ci si deve buttare giù. Se non reagisci non è facile sconfiggere il male. Si deve avere forza.

Se qualcuno ha scelto questa cosa per noi vuol dire che capiremo tante cose. Io ne ho capite tante…».

LaEsseNews ringrazia Agata Reale per questa sua intensa intervista. A seguire, nel video, i suoi saluti.

Seguici anche su Facebook.

 

Agosto - Settembre 2022